European Ars Nova

European Ars Nova, ERC Advanced Grant 2017, Multilingual Poetry and Polyphonic Song in the Late Middle Ages

Dante Alighieri in Italia, e un secolo dopo Eustache Deschamps in Francia, descrivono la poesia lirica come musica in se stessa, come testo dotato di una propria armonia proporzionale, cantus per Dante, musique naturele per Deschamps, e precisano che il testo lirico è strutturato in modo che possa ricevere un’intonazione musicale (sonus, nota, melos, oda per Dante; musique artificiele per Deschamps): ‘ogni stanza è armonizzata per ricevere un certo tipo di melodia’ (De vulgari eloquentia); ‘verosimilmente le canzoni naturali sono abbellite dalla melodia della musica artificiale’ (Art de dictier).
Tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, la poesia lirica in volgare incontra la polifonia. Alcuni testi vengono intonati adottando il sistema di notazione della musica mensurabilis, che assegna valori certi di durata ai suoni. Nei primi decenni del Trecento, la musica mensurabilis si rinnova, si ammette la divisione binaria dell’unità di misura del tempo accanto alla divisione ternaria, e la possibilità di rappresentare valori brevissimi. Il nuovo sistema di notazione, definito ars nova, corrisponde all’esigenza di scrivere una musica ritmicamente più complessa.
La complessità della polifonia dell’Ars Nova, la sua ornamentazione melodica, le sue elaborate soluzioni ritmiche, possono offuscare la distinta comprensione delle parole. Ascoltando le composizioni dell’Ars Nova su testo poetico di nuova invenzione, l’orecchio non è sempre in grado di percepirne pienamente il senso. Nelle composizioni politestuali, in cui alle diverse voci corrispondono testi diversi cantati simultaneamente, l’offuscamento del testo poetico raggiunge l’apice. Questa forma di convivenza di poesia e musica, in cui la musica sembra sovrastare la poesia, ha generato nella nostra percezione l’idea che la parola sia subordinata alla musica, e di conseguenza che i testi intonati dai polifonisti dell’Ars Nova costituiscano un repertorio secondario e trascurabile, e non la necessaria premessa formale e tematica della composizione musicale. Ma in realtà, molti di questi testi poetici rivelano un raffinato simbolismo e un ricercato virtuosismo tecnico, che smentiscono la corrente valutazione storico-critica.
Alla luce di queste considerazioni, la prima linea del progetto intende rivalutare e interpretare il repertorio dei testi poetici dell’Ars Nova (circa 1200, in latino italiano e francese), cercando di capire contestualmente cosa diventa la poesia quando viene assorbita dalla complessa architettura della polifonia, cosa diventa il rapporto tra le due musiche, della parola e dei suoni, quale il suo significato, quale la sua percezione.
Le prime composizioni nello stile dell’Ars Nova, i mottetti del Roman de Fauvel, sono funzionali alla satira politica e prospettano una vocazione militante. Inoltre, molti polifonisti dell’Ars Nova erano chierici o monaci attivi nei principali centri culturali europei, al servizio di alti prelati e signori per i quali la musica aveva anche una funzione di propaganda personale e istituzionale. Eppure, la maggior parte dei testi poetici intonati si colloca nel solco della grande tradizione della poesia d’amore romanza e non ha, almeno apparentemente, nulla a che vedere con la morale e la politica.
Ma quale amore? Lo status sociale dei polifonisti dell’Ars Nova, come anche i loro legami con le istituzioni ecclesiastiche, ci autorizzano a pensare che nella poesia da loro intonata l’amore profano e l’amore sacro (caritas) trovassero una via di conciliazione. Su queste basi, la seconda linea di ricerca del progetto intende verificare in che modo l’ideologia dell’amore cortese di cui questa poesia è intrisa può conciliarsi con lo status dei polifonisti che l’hanno intonata e che in qualche caso ne sono anche autori e se è possibile attribuire a questi testi d’amore un significato morale e politico e una funzione militante.
Le antologie musicali che conservano il repertorio dell’Ars Nova e che costituiscono la parte più importante della tradizione manoscritta sono state allestite in ambiente ecclesiastico tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV, quando le maggiori autorità laiche e religiose perseguivano con ogni mezzo l’obiettivo di risolvere lo Scisma. Si tratta perlopiù di antologie multilingue allestite in Italia o comunque da copisti italiani, che raccolgono composizioni su testi in latino, italiano e francese. Da sempre analizzate per il loro contenuto musicale, le antologie dell’Ars Nova sono il frutto di elaborati progetti editoriali sviluppati e arricchiti nel tempo, e il loro orientamento ideologico non può essere compreso senza tener conto dei testi poetici, tanto più che la poesia dell’Ars Nova è conservata, oltre che dai codici con musica, da un notevole numero di testimoni letterari, in cui figura come parte integrante del repertorio lirico complessivo.
Per queste ragioni, la terza linea di ricerca del progetto studierà la tradizione manoscritta ‘dalla parte dei testi poetici’, leggendo le antologie musicali dell’Ars Nova come raccolte di poesia, allo scopo di ricostruirne l’orientamento ideologico. L’obiettivo è quello di offrire un’analisi che colga il significato dei singoli progetti editoriali e il loro sviluppo nei codici compilati in più fasi, andando oltre gli aspetti materiali dei manoscritti, paleografici e codicologici. E si occuperà delle relazioni tra fonti musicali e letterarie, per cercare di definire quale sia la posizione della poesia dell’Ars Nova nell’insieme della lirica europea del Trecento e del primo Quattrocento.
La qualità e l’attendibilità dei risultati delle tre linee di ricerca possono essere garantiti solo se si fa fronte all’assenza di strumenti di base. Ad oggi, infatti, non abbiamo un catalogo delle composizioni che costituiscono il corpus. Molte delle edizioni di cui disponiamo sono inaffidabili, soprattutto per quanto riguarda i testi poetici. Non abbiamo repertori o studi complessivi sulle strutture formali dei testi poetici e dei testi musicali, che sono necessari ad affrontare su basi più solide l’analisi dei rapporti tra poesia e musica.
Il progetto prevede per questo l’allestimento del database ArsNova, formato da tre sezioni:
il catalogo dei manoscritti, degli autori e dei testi (CANT);
il corpus dei testi poetici e musicali (ANT);
il repertorio delle strutture metriche e musicali (ANS).
Il database ArsNova riflette la natura interdisciplinare e multilingue del progetto, e pertanto possiamo aspettarci che diventi uno strumento innovativo e un modello metodologico per il futuro degli studi sulla poesia e la musica del medioevo.
DATABASE
Host Institution
Il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze (DILEF) riunisce ricercatori e professori di discipline fondamentali per il progetto ArsNova, di ambito filologico, letterario, linguistico e filosofico. Le attività di ricerca del DILEF possono giovarsi della presenza nella città di Firenze di uno straordinario tessuto di biblioteche e archivi, che conservano tra l’altro un considerevole numero di manoscritti letterari e musicali dell’Ars Nova. I ricercatori del progetto ArsNova in servizio presso il DILEF si occupano soprattutto dell’allestimento del CANT, della revisione dei testi poetici per l’ANT e dell’analisi delle strutture formali dei testi poetici per l’ANS. Database
Partner
Il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell'Università di Pavia (DMBC) vanta una lunga e prestigiosa tradizione di studi filologici e paleografici sulla musica antica e in particolare sulla musica medievale in una prospettiva interdisciplinare. Svolge infatti attività di formazione e ricerca accostando alla musicologia nelle sue diverse declinazioni le discipline letterarie e storico-artistiche. Il suo coinvolgimento nel progetto ArsNova riguarda in particolare gli aspetti specificamente musicali: la revisione dei testi musicali per l'ANT e l'analisi delle strutture formali dei testi musicali per l'ANS. Database
Advisory Board
Anna Alberni (Univeristat de Barcelona)Johannes Bartuschat (Universität Zürich)Emiliano Degl’Innocenti (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Opera del Vocabolario Italiano)Lino Leonardi (Scuola Normale Superiore di Pisa – Fondazione Ezio Franceschini)John Nádas (University of North Carolina at Chapel Hill)Agostino Paravicini Bagliani (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino)Yolanda Plumley (University of Exeter)Anne Stone (City University of New York)Peter Stotz (Universität Zürich)Fabio Zinelli (École Pratique des Hautes Études)
Third Parties
La Fondazione Ezio Franceschini Onlus (FEF) è un importante centro di ricerca internazionale sulla cultura dell'Europa medievale nelle sue espressioni letterarie latine e romanze. Oltre al sostegno alla ricerca indipendente dei giovani studiosi, la FEF promuove anche una serie di ampi progetti di ricerca collettiva. Molti di questi progetti pubblicano i loro risultati on line in forma di database ospitati dal portale MIRABILE, all'interno di un sistema che promuove l'interoperabilità a livello europeo. La FEF mette a disposizione del progetto la sua lunga esperienza nel campo dell'informatica umanistica, provvedendo allo sviluppo del software per il Database ArsNova e alla sua manutenzione a lungo termine nel portale MIRABILE. Database
L'Opera del Vocabolario Italiano (OVI), istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), è responsabile dello sviluppo del Dizionario storico della lingua italiana. Attualmente l'attività dell'OVI è incentrata sulla realizzazione e pubblicazione online del Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO), il primo dizionario storico dell'italiano antico, che è anche la prima sezione del Dizionario storico della lingua italiana. L'OVI fornisce al progetto ArsNova il software lessicografico GATTO, creato come strumento per lo sviluppo, la gestione e l'interrogazione di corpora testuali, al fine di ottenere concordanze per forme e per lemmi dei testi poetici contenuti nell'ANT. Database